Paolo Papparotto

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La Burattinesca Compagnia dei Bisognosi

Il capitano

 

             

 

Il Capitano nella Commedia dell’Arte  è un personaggio ibrido. Cioè può fare le funzioni di ‘vecchio’ oppure di ‘innamorato’ e contemporaneamente essere personaggio buffo. In più indossa la mezza maschera per cui è una Maschera.

Nella storia del teatro è sempre esistito il soldato vanaglorioso, per esempio il ‘miles gloriosus’, oppure in Ruzzante il soldato bergamasco (il ‘soldò’). In pratica è la caricatura del soldato che si vanta delle proprie prodezze guerresche, mentre in realtà è un pauroso di prima categoria.

 

Il più delle volte è Spagnolo, ma può essere Napoletano, o Bergamasco o quello che si vuole. Gli spagnoli erano conosciuti come persone che usavano modi e linguaggi molto arzigogolati, molto cerimoniosi, e quindi un Capitano spagnolo aggiungeva al personaggio questo linguaggio molto ampolloso e impreziosito, ben più del necessario, fino a renderlo ‘barocco’.

Straordinarie sono le tirate del Capitan Spavento della Valleinferno ‘yo soy el terible Capitan Spavento della Valleinferno, al mio solo nome si sgretolano le montagne…’ o il Capitano Bellerofonte Martellione ‘Ben dubito che l’mio aspetto formidabile non mi palesi al più presto di quel ch’io ho proposto, perché non posso far forza a questa mia terribile fierezza’, se volete posso andare avanti tutta la giornata con le sparate di questi presuntuosi.

 

Bellissimi sono i nomi che poteva usare. Due li abbiamo già detti, ma si può continuare con Capitan Fracassa, Capitan Rinoceronte, Capitan Basilisco, Capitan Rodomonte…

 

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